La musica può migliorare l’apprendimento. Meglio se in “Gongbang”

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Ascoltare musica mentre si studia favorisce l’apprendimento. A dirlo non è il solito compagno secchione fissato con la musica classica ma una ricerca scientifica condotta da un’equipe della McGill University di Montreal, in Canada.

La ricerca di collegamenti tra musica e cervello è stata sempre un obiettivo non dichiarato della scienza moderna.

Già nel 2009, esattamente dieci anni fa, uno studio della Fu Jen Catholic University di Taiwan provava a mettere in correlazione l’ascolto di musica con l’apprendimento.

Dalla ricerca emerse come studiare in assoluto silenzio favorisse una migliore comprensione, ma se stimolati attraverso brani musicali, le performance migliori venivano da coloro che non conoscevano affatto i brani ascoltati.

La musica come ricompensa per il nostro cervello

L’ultima ricerca in tal senso è stata pubblicata a febbraio 2019 e rivela come la musica venga percepita dal cervello come una sorta di ricompensa, un piacere edonistico che se stimolato può favorire anche l’apprendimento.

Nello specifico, i ricercatori hanno identificato una particolare zona del cervello che, se stimolata tramite una ricompensa inattesa, tende a ripetere quell’azione che l’ha procurata.

L’esperimento condotto su un campione di ragazzi tra i 18 e i 27 anni ha dimostrato come stimolazioni sonore possano suscitare modelli di ricompensa sostanzialmente simili a quelli osservati per ricompense concrete, come cibo o denaro.

Questa reazione è importantissima per i ricercatori poiché conferma un processo di causa-effetto sul piano cerebrale, dove la causa in questo caso è proprio l’ascolto di musica, e ispira nuove prospettive sulle potenziali applicazioni educative, oltre che terapeutiche.

La migliore musica per studiare è quella senza testo

Ascoltare musica di cui non se ne conosce il testo favorisce la concentrazione. La psicologia afferma come le parole, quindi anche il cantato, impegnano la nostra memoria di lavoro, ovvero quel loop fonologico che si occupa di trattare le informazioni trasmesse attraverso la fonetica o fonologia.

Il che conferma i risultati della ricerca del 2009 condotta dall’Università di Taiwan di cui sopra.

Un altro fattore che conferma questo aspetto è la tendenza a prediligere i suoni neutri o i cosiddetti suoni bianchi, come il rumore della pioggia, del vento o addirittura del phon acceso!

Il nuovo fenomeno del Gongbang

Chi non ha mai frequentato un gruppo di studio alzi la mano. Ma le mode vanno e vengono. Oggi c’è un nuovo modo per studiare in compagnia: si chiama Gongbang.

Le origini di questo fenomeno arrivano dalla Corea del Sud, ma presto si è allargato agli Stati Uniti e anche in Italia.

La musica la fa sempre da padrona, ma ora le possibilità di studiare, anche in gruppo, si arricchiscono di un nuovo trend: studiare assieme ad altri direttamente su YouTube.

A giudicare dal numero di visualizzazioni sui vari canali, come TheStrive Studies, il fenomeno sembra incontrare il favore di molti teenagers e studenti in generale, grazie anche alla possibilità di partecipare in diretta.

Molto spesso queste sessioni di studio sono accompagnate da brani musicali “chill” o da suoni/rumori bianchi.

Insomma, per migliorare l’apprendimento o ritrovare la voglia di studiare si può sempre scegliere di studiare da soli o in gruppo, l’importante però è farlo musicaly.