La migliore alimentazione per uno studente

30 Flares Facebook 20 LinkedIn 0 Twitter 2 Google+ 8 30 Flares ×

Il regime alimentare da seguire, o da far seguire, quando si ha a che fare con l’impegno scolastico è un fattore non di poco conto quando si tratta di mettere il nostro organismo in condizione di rendere al meglio.

Fin dalla prima infanzia, infatti, i genitori si pongono il problema di come nutrire i propri figli a partire dai pasti principali fino ad arrivare a cosa mettere nello zaino dei bambini per lo spuntino di mezza mattina. Questo tuttavia è solo un aspetto di una strategia alimentare che deve coprire l’intera giornata, dando allo studente la giusta carica di energie necessarie ad affrontare lo sforzo cognitivo e di mantenimento del livello di concentrazione che lo studio a tutti i livelli richiede.

Che lo studente sia impegnato nella scuola dell’obbligo o sia all’università, infatti, il “mangiar male” può realmente influire in modo negativo sul rendimento.
Allo stesso modo in cui, per chi lavora, “esagerare” a pranzo si traduce con l’inevitabile sonnolenza pomeridiana, così anche chi studia deve porre attenzione a cosa mette nello stomaco. Iniziamo con il suddividere la giornata dello studente nei diversi momenti che la compongono:

  • il risveglio
  • la mattina
  • il pranzo
  • il pomeriggio
  • la sera

Al risveglio è necessario fornire tutte le energie necessarie per “coprire” la mattina a scuola o all’università. La colazione assume quindi un’importanza capitale: dal 15% al 20% dell’intero apporto calorico di una giornata tipo di uno studente dovrebbe essere assunto a colazione.
Questo sostanzialmente vuol dire:

  • regolarità – fate e fate fare ai vostri figli sempre la colazione la mattina, dedicando ad essa il giusto tempo
  • equilibrio – proponetela nel giusto mix di carboidrati, grassi e proteine per partire al meglio evitando di mangiar troppo o troppo poco.

Una buona colazione è quindi composta preferibilmente da:
– la classica tazza di latte, meglio se insaporito al miele e cacao, che fornisce il giusto apporto di proteine e calcio
cereali e/o muesli nel latte per l’apporto di carboidrati (in alternativa non più di cinque biscotti secchi)
fetta biscottata con marmellata o nutella come variazione sul tema dei carboidrati per gli studenti che la preferiscono ai biscotti e ai cereali.

A mezza mattina l’appuntamento con lo spuntino serve a fornire il sostegno per arrivare non troppo affamati al pranzo e al tempo stesso rifornire l’organismo delle risorse necessarie a mantenere la concentrazione fino allo squillo della campanella.

Esperti nutrizionisti consigliano di evitare spuntini troppo ricchi di grassi (come le classiche merendine specie se di produzione industriale) e di ricorrere a qualcosa di più salutare, come ad esempio la frutta. Una mela, che non sporca e non ingombra in cartella, potrebbe essere la soluzione ideale.
Un consiglio per il “dopo mela” è avere sempre disponibile della frutta secca (ideali ad esempio le mandorle tostate o le noci) che tolgono la fame e fanno anche bene all’organismo.

Il pranzo è invece il momento clou della giornata “alimentare” dello studente: deve essere sufficientemente ricco dal momento che il pomeriggio richiede uno sforzo ulteriore di concentrazione legato ai compiti a casa.
Gli studenti d’oggi, poi, sono solitamente impegnati al pomeriggio su più fronti oltre a quello scolastico: sport e corsi vari concorrono al consumo di calorie.

Vale quindi la regola del buon senso: primo e secondo piatto, evitando i bis, verdura e pesce in quantità superiore alla pasta ed alla carne e tanta buona frutta in chiusura di pasto.
Gli studenti universitari dovrebbero inoltre evitare di assumere alcolici a pranzo in modo da non giocarsi la concentrazione pomeridiana.

Lo spuntino del pomeriggio segue le stesse regole di quello mattutino: mangiare sano e semplice aiuta a mantenere la concentrazione senza aumentare i centimetri del giro vita.
Verdure, come ad esempio un finocchio o una carota da sgranocchiare, possono aiutare al pari della frutta secca per combattere gli attacchi di fame.

La cena, infine, varia in base agli impegni del giorno successivo: uno studente universitario alla vigilia di un esame non passerà la notte al ristorante ad abbuffarsi ma probabilmente preferirà una cena tranquilla a casa evitando di mangiare cose pesanti e facendo attenzione a non esagerare con gli alcolici.
Discorso a parte merita l’acqua: berne in quantità sufficiente alle esigenze del corpo (1-2 lt al dì) è una sana abitudine da prendere fin da piccoli.

  • Bogdan Ionut Miron

    Buon pomeriggio è vero che biscotti e e una fetta di torta a colazione sono poco utili a colazione perché dopo l’energia immediata provoca sonnolenza?