Hikikomori e scuola: studiare online per non essere completamente soli

Hikikomori e scuola_ studiare online per non essere completamente soli

Gli Hikikomori e la situazione nel nostro Paese

Sempre più spesso i ragazzi tendono ad isolarsi dal mondo esterno, a vivere chiusi nella propria cameretta, avendo come uniche finestre sul mondo lo smartphone e il computer.

Complice di questo isolamento è spesso l’ambiente scolastico, principale luogo di diffusione del bullismo.

Esistono realtà come l’Istituto Leonardi, in cui i ragazzi vengono tenuti al riparo da certe situazioni, permettendogli di poter studiare da casa e di interfacciarsi con i compagni virtualmente.

L’età delle superiori può essere molto difficile per i ragazzi, soprattutto se non riescono ad andare bene a scuola, il pregiudizio nei loro confronti può pesare molto sulla percezione che hanno di se stessi. Tutto questo può portare ad un progressivo isolamento dal mondo circostante.

Questo fenomeno è ben noto in Giappone, come Hikikomori, letteralmente “stare in disparte”, e sebbene inizialmente si pensasse che fosse un fenomeno culturale solamente nipponico, purtroppo negli ultimi tempi ci si è resi conto che si sta diffondendo anche in occidente.

In Italia, Marco Crepaldi, specializzato in psicologia sociale e comunicazione digitale, ha fondato nel 2017 l’Associazione Nazionale “Hikikomori Italia”. La missione di questa associazione è quella di sensibilizzare ed informare le persone su questo fenomeno, oltre che fornire supporto a genitori e ragazzi che si trovano ad affrontare questa situazione.

Chi sono gli hikikomori e perchè lo diventano?

Spesso sono ragazzi molto intelligenti, dotati di una grande sensibilità e di una scarsa capacità di far fronte alle delusioni della vita. Sono soggetti introversi che fanno fatica a stringere legami soddisfacenti con gli altri. Vivono male le pressioni sociali, soprattutto quelle che spingono il singolo verso la realizzazione personale ed in generale hanno una visione molto pessimistica della società. Non sono depressi, non piangono, si vergognano, si sentono falliti. Tutto deriva dalla distanza tra il mondo che immaginano per sé e quello reale.

Ma oltre ad una componente caratteriale, c’è anche una familiare. Spesso il padre è assente o affettivamente indisponibile e il ragazzo si lega molto alla madre, che per sopperire le mancanze dell’altro genitore diventa iperprotettiva. In ogni caso, ci sono grandi problemi di dialogo tra i genitori e i figli.

Molto spesso uno dei primi campanelli d’allarme è il rifiuto di andare a scuola. Infatti, il ragazzo può vivere quell’ambiente in modo molto negativo, perché molto spesso è vittima di bullismo. Non si deve pensare ad un Hikikomori come ad un ragazzo svogliato che va male a scuola. Il più delle volte sono ragazzi brillanti con ottimi risultati, che però non vivono bene la socialità con i coetanei. L’ambiente scuola, in cui spesso un adolescente si sente abbandonato a se stesso, perché è uno tra i tanti, porta ad un progressivo isolamento e rifiuto del sistema scuola stesso.

Il web diventa un rifugio, l’unica fonte di “realtà” e l’unico mezzo di socialità.

La scuola può essere la chiave per combattere l’Hikikomori

Il fenomeno sta diventando sempre più serio e diffuso. Il Ministero dell’Istruzione ha creato un tavolo per cercare di intervenire e contrastare questo fenomeno. Marco Crepaldi è stato chiamato a farne parte, vista la sua esperienza. Il fine è quello di avere delle linee guida a livello nazionale, per poter intervenire in maniera organica.

Quello che viene sostenuto è che la scuola sia un elemento fondamentale per aiutare il ragazzo ad uscire da questo autoisolamento.

Le “avvisaglie” di questa condizione sono facilmente male interpretabili, perché spesso si inizia da un rifiuto di andare a scuola, atteggiamento molto diffuso tra gli adolescenti. Tuttavia, è bene cercare di valutare la natura di questo atteggiamento e cercare di andare incontro al ragazzo, allentando la pressione nei suoi confronti.

Spesso il problema è la relazione con gli altri. Infatti, la sua sensibilità nei confronti del mondo che lo circonda e la sua visione pessimistica della società, lo portano frequentemente ad essere vittima di bullismo.

La scuola online può essere l’appiglio per uscire dall’Hikikomori.

Crepaldi e la sua associazione, sulla base della loro esperienza, sconsigliano di forzare i ragazzi ad avere una vita sociale e quindi anche di forzarli a tornare a scuola.

Per un Hikikomori il web è l’unico mezzo per avere una realtà che calmi le sue ansie. Proprio perché le sue paure sono legate alla socialità, soprattutto a quella forzata della scuola, usufruire di una scuola online può essere la soluzione vincente. In questo modo il ragazzo non deve abbandonare la sua istruzione né rimanere indietro a causa della condizione che si trova a vivere.

Una scuola online ha delle aule virtuali, in cui non si è in compresenza fisica con gli altri alunni. Si accede all’orario della lezione, comodamente seduti nella propria cameretta e si interagisce col professore tramite computer. In questo modo, tutte le ansie derivanti dalle relazioni umane dirette vengono a cadere.

I professori dell’Istituto Leonardi, ad esempio, sono a completa disposizione dello studente e tra di loro si instaura un legame, anche se solo online. I ragazzi seguono dei percorsi didattici personalizzati e soprattutto non c’è bullismo, perché le lezioni sono mediate e spesso nascono anche delle amicizie.

L’Istituto Leonardi è convinto, data la sua ventennale esperienza, che debba essere la scuola ad andare incontro ai ragazzi. Per questo le lezioni sono strutturate sulle loro esigenze. Iniziare un percorso di studi da casa, usando il proprio computer, può aiutare i ragazzi a riacquistare fiducia nella scuola e in se stessi.

La scuola online può essere davvero il ponte tra i ragazzi e il mondo là fuori che tanto li spaventa.

Hikikomori e scuola: due mondi che possono incontrarsi.

L’Istituto Leonardi si trova in linea con quanto sostenuto da Crepaldi e dalla sua associazione, infatti, iniziare a frequentare una scuola online può essere il primo passo per far riacquisire fiducia ai ragazzi nei confronti della scuola, dei professori e dei compagni. Nessuna forzatura, i ragazzi rimangono nel loro mondo e la scuola entra a farne parte attraverso il web. Usare il loro mezzo di elezione per confrontarsi col mondo, può essere la mossa vincente. La scuola, che si spoglia dei suoi panni austeri ed assume una forma più vicina al mondo dell’adolescente. Così il ragazzo potrà portare avanti la sua istruzione e piano piano uscire dalla sua condizione di isolamento.

Hikikomori e scuola non devono per forza essere antagonisti.